Spunto/riflessione

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9 Mesi 2 Settimane fa #109 da dott.ssa bianchi
Un aspetto singolare e quasi paradossale della carriera di Leonardo da Vinci è il fatto che una parte preponderante della sua attività fu dedicata non all’operare artistico ma alla scrittura. All’inizio, la finalità non era dissimile da quella di altri artisti e ingegneri del Rinascimento: la registrazione di esperienze pratiche e osservazioni del reale (non senza l’ausilio dello strumento del disegno), e trascrizioni dai testi degli auctores (o, come li chiama Leonardo, gli "altori").
La scrittura di ‘registrazione’ era d’altronde un fatto piuttosto comune nell’ambiente originario di Leonardo (una famiglia di notai fiorentini), sia nella forma dell’atto pubblico sia in quella della memoria privata (il ‘libro di ricordi’). Diverso (e più raro) era il caso di chi, come Piero della Francesca o Francesco di Giorgio Martini, voleva passare al livello della composizione di libri, di trattati: l’‘artefice’ entrava allora nel campo proprio della cultura umanistica ed era costretto a misurare le proprie capacità linguistiche ed espressive con quelle degli umanisti, che consideravano ‘arti meccaniche’ le arti figurative e le discipline ingegneristiche e tecnologiche, a un livello quindi inferiore rispetto alle arti liberali.Nei suoi fogli, Leonardo ricompone più volte gli stessi testi, cercando di raggiungere il livello massimo di esattezza e concretezza, e poi li trascrive da un quaderno all’altro, in una pratica della riscrittura che dà a quei testi un carattere mobile e sfuggente. Ma è in quella tensione all’esattezza che si può riconoscere la modernità della sua prosa che (non lontana dall’immediatezza espressiva dell’oralità) abbandona le sovrastrutture retoriche della tradizione letteraria, nel più significativo esempio di comunicazione scientifica e intellettuale prima di Galileo Galilei. Di più: questa testualità ‘in movimento’, non chiusa ma aperta, in grado di seguire la realtà in trasformazione mutando continuamente se stessa, può essere considerata una delle ‘invenzioni’ più efficaci di Leonardo.
Ringraziano per il messaggio: silvio, Prof. Degennaro

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